Il vero non detto del Cav. su Renzi

Forse qui al Foglio faremmo meglio a starcene zitti e a fischiettare facendo finta che non sia successo niente, ma visto che vi vogliamo bene, cari compagni del Pd, noi ve lo diciamo lo stesso, e poi vedetevela voi. Insomma: davvero non avete capito che cosa voleva dire Silvio Berlusconi quando due giorni fa nel bel mezzo della crociera con il Giornale da vero birbantone ha iniziato a parlare di Matteo Renzi, della sua campagna elettorale e delle idee del sindaco che sono le “nostre idee ma sotto il simbolo dei democratici”?
7 AGO 20
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Forse qui al Foglio faremmo meglio a starcene zitti e a fischiettare facendo finta che non sia successo niente, ma visto che vi vogliamo bene, cari compagni del Pd, noi ve lo diciamo lo stesso, e poi vedetevela voi. Insomma: davvero non avete capito che cosa voleva dire Silvio Berlusconi quando due giorni fa nel bel mezzo della crociera con il Giornale da vero birbantone ha iniziato a parlare di Matteo Renzi, della sua campagna elettorale e delle idee del sindaco che sono le “nostre idee ma sotto il simbolo dei democratici”? Davvero non vi siete accorti di quel sottilissimo sottotesto nascosto tra le maligne parole del nostro amato Cav.? E davvero non avete capito che cosa si è lasciato scappare Berlusconi con quel suo “tanti auguri a Matteo Renzi”? Noi un’idea ce la siamo fatta, e in fondo non bisogna essere scienziati della politica per capire che il succo delle parole del Cav., tra una battuta e un’altra, era più o meno questo: nel caso in cui Renzi fosse il candidato del centrosinistra la mia candidatura non avrebbe più tantissimo senso, diciamo; nel caso in cui fosse invece Bersani il candidato la mia candidatura un senso ce l’avrebbe eccome.
Nel Pd, tra un colpo di tosse e un altro, sono in molti a essersi accorti che dietro le parole di Berlusconi si nasconde in realtà un’equazione fatale per Bersani, e non può sorprendere dunque che ieri i primi a esorcizzare il rischio che il messaggio del Cav. venisse interpretato con un concetto del tipo “se non volete Berlusconi, allora dovete votare Renzi” siano stati proprio alcuni colonnelli del segretario. Colonnelli come Ugo Sposetti, per esempio, che ieri, intervistato alla “Zanzara”, ha detto che Renzi è un cripto-berlusconiano cresciuto con il “Drive in” che non avrà problemi ad avere dalle sue le truppe cammellate del Pdl. Si dirà: ma dai, su, è un ragionamento paradossale, non ha senso, ma come vi viene in mente, è troppo contorto, eccetera eccetera. Fate voi, cari amici del Pd. Non dite però che non vi avevamo avvisati (sorridendone per primi).